Asana

Le asana hanno forme totalmente inusuali, che perciò mettono in grado gli adepti di provare la diversità, l’opposto, addirittura l’assurdo.


Permettono di sperimentare tante forme e tanti processi, portando chi le esegue ad entrare in analogia con ciò che sta rappresentando. La rappresentazione può essere di varia natura:
animale(come ad esempio la posizione del cobra); vegetale(posizione dell'albero); 
minerale (posizione della montagna);
divinica (posizione di ganapati,dio del sapere).
Ogni asana necessita di una respirazione calma e regolare e di una costante attenzione a se. Durante il suo mantenimento prolungato da un lato viene spontaneamente vissuta e trasferita su di noi la forza energetica del simbolo che ognuna di esse porta, dall’altro può letteralmente “risvegliare” quella forza latente in noi.
E’ possibile perciò percepire, durante un’intensa pratica, anche delle particolari sensazioni, chiaramente differenti per ognuno: vibrazioni all’interno del corpo, estendibili a volte verso l’esterno, oppure possono apparire spontanei dei colori, anche correlati a tali vibrazioni, sempre soggettivi e perciò distinti da qualsiasi schema o corrente di pensiero.
 E’ possibile anche favorire o accentuare queste sensazioni facendo vibrare , cantandole, delle vocali, delle piccole formule (Bija Mantra), suoni atti a rafforzare sia la potenza respiratoria sia quelle mentale. Così si possono avvertire attraverso l’esecuzione delle asana sensazioni piacevolissime, è altrettanto facile poter percepire dei disagi, magari proprio perché inconsciamente si “rifiuta” di assumere una particolare forma che fa riaffiorare situazioni spiacevoli, oppure perché semplicemente si ha paura del cambiamento. E’ fondamentale, per chi si avvicina alla disciplina, decidere di accettare ciò che avviene, diventare semplicemente osservatori-osservatrici attenti e silenziosi di se stessi, non voler affrettare i tempi, che devono essere necessariamente lenti, proprio come necessariamente lenta  è l’esecuzione di ogni esercizio yoga. Non bisogna neppure crearsi falsi illusioni di raggiungere chissà quale alta vetta, magari tenendo ben presenti queste sagge parole di Goethe:
“Non è importante fare dei passi che un giorno ci condurranno al fine, ognuno di questi passi deve essere in sé stesso una meta”.

Il prolungato mantenimento di alcune posture, non tutte si possono mantenere a lungo essendo piuttosto faticose, può favorire particolari “impressioni”, apparizioni di immagini e addirittura portare gli adepti ad uno stato “meditativo spontaneo”, fino al “vuoto cosciente della mente”. Per vuoto si intende la cosciente percezione della mente senza alcun pensiero. E’ fondamentale in ogni caso accettare ciò che avviene, senza drammatizzare da un lato sentendosi fragili mentalmente e perciò inadeguati o pensare dall’altro di aver raggiunto così facilmente “illuminazione”.

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